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Nokia punta al telefono flessibile

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Tenendo conto dei passi da gigante che la tecnologia ha fatto e farà ancora, al giorno d’oggo si può pensare di dar forma e vita a dispositivi di ogni tipo e genere. L’esempio più recente è il progetto della Nokia per alimentare i cellulari con bibite come la Coca-Cola invece del Litio (ne abbiamo anche parlato il nostro articolo).

L’ultima voce di corridoio vede sempre i finlandesi protagonisti, che sembra intenzionati a realizzare dei cellulari flessibili.


L’idea era già stata pensata nel lontano 2007, anno della debutto di Morph, il primo cellulare flessibile da mettere al polso, un antenato quindi. Il gingillo, che ha esordito agli occhi del pubblico al Museum of Modern Art di New York, consentiva di ricaricarsi sfruttando all’energia solare, essere flessibile o ‘normale’, ed essere trasparente ed addirittura autopulirsi.


Con le nanotecnologie di oggi sono stati pensati due progetti molto simili a questi e la Nokia, che tutt’ora ha dalla sua il primato come prima azienda produttrice di cellulari, di certo non rimane a godersi lo show. E’ stato richiesto proprio in questo ultimo mese un brevetto per un dispositivo fisicamente flessibile. Tutti questi indizi riconducono chiaramente all’idea Morph, poi abbandonata.


Questi bizzarri telefonini del domani dovrebbero permettere di essere modellati, con la flessibilità simile a quella di un comunissimo foglio di carta. Così facendo l’utente potrebbe davvero farne l’uso che ne ritiene più appropriato.


L’uscita di questi telefoni super tecnologici sembrerebbe essere ancora lontana però: si pensa ad almeno 2 anni. E’ chiaro, comunque, che un prodotto di questo tipo cambierà totalmente il già caotico mondo del mercato dei telefoni cellulari.


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